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L'INCIDENZA DEL CASO È... CASUALE?

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L'INCIDENZA DEL CASO È... CASUALE?
In una ricerca effettuata da L. Curini, (Fortuna e abilità in 65 anni di serie A, in Riv. Diritto ed economia dello sport, vol VII, 2011)
dell'Università degli Studi di Milano, viene misurato il "peso" della casualità nei risultati finali delle partite della serie A italiana dalla stagione 1946/1947 alla stagione 2010-2011.
Il metodo seguito per arrivare a tale misurazione consiste nel raffrontare gli esiti effettivi delle partite come si sono realmente manifestati con i risultati che sarebbero scaturiti se questi fossero dipesi esclusivamente dal caso, attraverso l'utilizzo di un modello statistico.
Senza addentrarci nei meandri di tutto il  procedimento statistico, vediamo le conclusione a cui è giunto il ricercatore.
Nel grafico che segue viene riportato in un sistema di assi cartesiano il risultato della ricerca:

L'incidenza del caso (fato o fortuna…o come lo si vuol chiamare) è stata del 42% circa, pertanto un numero vicino alla metà delle partite disputate in 65 anni di calcio di serie A ha visto un certo esito grazie ad episodi fortunati (o sfortunati, a seconda dai punti vista).
L'altro aspetto messo in evidenza dalla ricerca, è che tale incidenza è in discesa, nel senso che è andato a diminuire il peso del caso, a causa di campionati sempre meno equilibrati, secondo il ricercatore.
Ma rimane il dato di fatto; il caso incide e incide in modo pesante. Un'ulteriore conferma dell'imprevedibilità degli esiti delle partite.
È infatti vero che quasi il 60% delle partite dipende esclusivamente dalle forze in campo, ma rimane l'incertezza su quali partite il caso avrà la sua esclusiva incidenza.
Sapere che 6 partite su 10 avranno l'esito che ci si aspetta, aiuta relativamente nella fase di pronostico. Il caso potrebbe incidere proprio su una o più partite che si ritengono scontate nel risultato.
Se bisogna tenere conto di questa variabile impazzita diventa allora estremamente difficile formulare un pronostico (ed infatti i bookmaker prosperano proprio per questo).
Allora è possibile in qualche modo conoscere questo nemico invisibile chiamato caso?
Per cercare una risposta, bisogna farsi una domanda che può sembrare paradossale. Il caso è... casuale? O risponde a delle regole proprie? Naturalmente è difficile dare una risposta.
Tuttavia abbiamo un esempio sotto gli occhi di tutti e cioè la vita in forma evoluta in questo pianeta, la stessa è possibile grazie a una svariata serie di eventi casuali. Sono talmente tanti gli eventi casuali che hanno permesso e mantengono lo sviluppo della vita nelle forme che conosciamo che sarebbe troppo lungo elencarle e molto probabilmente l'elenco non sarebbe esaustivo.
Possiamo accennare a uno dei primi di essi. Si tratta dello scontro della neonata Terra con un pianeta grande si presume quanto Marte chiamato Theia.
Lo scontro ha formato un pianeta più grande con un nucleo più grande che ha permesso la creazione di un campo magnetico adeguato a proteggere la Terra dai
letali raggi del Sole. Sempre da questo scontro è stata catapultata nello spazio una parte della crosta terrestre i cui frammenti si sono poi aggregati formando
il satellite chiamato Luna. Questa con la sua forza di attrazione ha stabilizzato l'asse terrestre e rallentato la velocità di rotazione. E per finire la Terra ha assunto
un'orbita intorno al Sole relativamente stabile alla giusta distanza da esso, per non essere "arrostita" o per non essere interamente "ghiacciata".
Veramente strana questa serie di eventi casuali. La sensazione è che invece che la loro combinazione non sia affatto casuale.
Sembra invece che sia stato "scelto" questo pianeta per ospitare la vita nella sua forma più evoluta - quantomeno nel sistema solare - da eventi casuali la cui successione lascia perplessi.
Il caso ha delle sue regole?
Nessuno attualmente ha la risposta; tuttavia, come evidenziato in altre parti di questa sezione, siamo convinti che queste regole esistono.
Se è verosimile tale affermazione, bisogna allora abbandonare per prima l'idea che gli eventi sono indipendenti l'uno dall'altro, ma viceversa incominciare a considerare che invece sono in relazione.
Può sembrare un'eresia, ma anche quando qualcuno affermò che fosse la terra a girare intorno al sole e non viceversa, fu processato come eretico, inoltre è frequentissimo che la conoscenza compie progressi proprio invertendo le convinzioni precedenti saldamente radicate.
Volendo abbozzare una sorta di spiegazione logica all'affermazione della dipendenza tra eventi apparentemente scollegati, bisogna ancora una  volta invocare le leggi che regolano l'universo.
L'universo è composto da materia ed energia. Il nostro mondo non è collocato al di fuori di esso, ma è dentro di esso, sia pure di dimensioni sub-microscopiche rapportato all'enormità di esso. Materia ed energia sono in correlazione sistemica continua. Quanti sanno che il nostro corpo, e tutto quello che ci circonda di materiale è strettamente legato all'energia? All'origine il pianeta Terra dopo essersi raffreddato, non era altro che un'arida palla rocciosa (in origine polvere solidificatasi). È stata l'energia derivante dalla misteriosa forza di gravità che attraendo asteroidi e comete ha portato l'acqua sulla Terra, contenuta in essi. La gravità ha portato all'evento della comparsa dell'acqua sulla Terra, fondamentale per tutte le forme viventi, nessuna esclusa.
I metalli sono arrivati sulla Terra grazie ancora alla forza di gravità, stavolta in altro modo e con un altro tipo di evento. I metalli infatti si producono quando
una stella di grandi dimensioni (supernova) esaurito tutto il carburante (idrogeno) collassano su sè stesse per effetto della gravità. In questo processo si raggiungono temperature inimmaginabili e si innescano reazioni chimiche che formano i vari metalli (una sola stella, a quanto si sa, è riuscita a produrre l'oro che richiede  temperature in scala massima. Ecco perchè è un metallo raro). Alla fine del processo esplodono con una violenza non concepibile dalla mente umana e questa esplosione scaraventa i metalli prodotti prima di morire in tutto l'universo. L'esplosione è talmente potente che può squarciare il "tessuto spazio-tempo" formando un buco nero.
Altre volte rimane, dopo l'esplosione, una stella di dimensioni ridotte ma massiccia chiamata stella di neutroni.
Il così detto buco nero, cioè un vortice dove la gravità è infinita a cui non sfugge nemmeno la luce, potrà sembrare un mostro, qualcosa di negativo.
Senonchè tutte le galassie hanno un buco nero al centro (compresa la Via Lattea, la nostra galassia). Ed è convinzione diffusa che senza i buchi neri non ci sarebbero state galassie, formatesi proprio dall'enorme attrazione del buco nero.
Si potrebbe continuare per pagine e pagine, i collegamenti tra materia, energia ed eventi legati ad esse sono continui.
In poche parole tutto è collegato, niente sembra lasciato al caso. Tutto è materia ed energia e tutto deriva da essi, compresi gli eventi. Gli eventi sono una produzione, una manifestazione di energia e materia. Se energia e materia sono correlati, perchè non lo possano essere in qualche modo le loro manifestazioni?
Naturalmente in che modo non siamo in grado di rispondere.
Il caso, a nostro parere, non incide affatto alla cieca, ma su gruppi di eventi omogenei.
Sembra che sia una "regola" del caso ad esempio non permettere che una serie di eventi simili abbiano tutti lo stesso esito finale.
Provate, per ritornare alle scommesse, a considerare 6 o 7 partite in cui il segno 1 è quotato 1,25-1,30. Si tratta di partite del quale tutti si aspettano il segno 1 come esito finale. Vedrete che spesso, più spesso di quanto si immagini, qualcuna delle partite considerate avrà un esito diverso dal segno 1. Sarà un caso?
Per comprendere e conoscere le regole, almeno in parte, del caso confidiamo in qualche genio presente o futuro visto che per fortuna nel passato ce ne sono stati.

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