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PARI/DISPARI - METODO DEI RITARDI

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PARI/DISPARI - METODO DEI RITARDI
Le scommesse sul pari o dispari del numero di goal di una partita di calcio, siano essi relativi al finale o al primo tempo o al secondo, sono difficili da pronosticare, in quanto la componente casuale gioca un ruolo predominante.
Infatti aiuta relativamente conoscere il numero di goal segnati dalle squadre o se una squadra ha più punti dell'altra e altri parametri del genere. Il numero dei goal come detto dipende più da circostanze casuali che da altro.
Alcune relazioni possono riguardare il segno X con il pari. Ma dei due a quel punto è meglio scommettere sul segno X, che è quotato di norma più del pari, quotato intorno a 1,80-1,85. Se ad esempio si ritiene che la partita termini con un pareggio, in quel caso essendo un  punteggio di pareggio pari, il pronostico sui pari/dispari non può che essere pari. Un punteggio frequente con cui termina il primo tempo è 0-0,  per cui anche in questo caso il pronostico è "pari primo tempo".
Un metodo molto diffuso che si legge nei forum  e che molti sicuramente già conoscono, è quello del ritardo, che effettivamente
sembra uno dei pochi se non forse l'unico parametro a cui affidarsi.
Non si tratta però dell'unico metodo possibile. Ma, riteniamo, uno dei più affidabili, a certe condizioni.
Il metodo consiste semplicemente nel puntare sui pari o dispari relativi alle squadre che sono in ritardo nel conseguirlo ed inseguirlo, se non sortisce già alla prima puntata, finchè non si manifesti, magari adottando una progressione che permetta di recuperare, nel momento di sortita, anche le spese sostenute per i colpi a vuoto.



Il metodo viene ripreso qui per aggiungere un completamento.
Ma prima due parole sui ritardi, che possono riguardare altri tipi di scommesse e non solo il pari/dispari.
Come è noto, qualsiasi statistico e non, dirà che gli eventi sono indipendenti l'uno dall'altro, che non hanno memoria, e quindi i ritardi non hanno alcun senso.
Solamente per brevità ci limitiamo a ribattere a queste affermazioni in modo schematico
1) l'affermazione di cui sopra (e cioè che gli eventi sono indipendenti) è un mero postulato, non è dimostrabile.
È solo un ragionamnto di (apparente) buon senso.
2) in tutti i campi della conoscenza siamo agli albori. Non risulta che siano state scoperte in modo compiuto le leggi  che regolano i fenomeni caotici, pur intravedendosi delle regolarità legate alle condizioni iniziali come evidenziano gli studiosi della teoria del caos, il fenomeno è troppo complesso per venirne a capo con le conoscenze attuali.
Quindi tutte le ipotesi rimangono aperte. Anche l'ipotesi che gli eventi "abbiano memoria".
Esempio per spiegare meglio: se per caso si rivelasse corretta la teoria detta "delle stringhe" (o teoria del tutto) che intende conciliare le leggi che regolano l'infinitesimamente piccolo con quelle che regolano il "grande" (meccanica quantistica e teoria della relatività), questa presupporrebbe l'esistenza di 10 o 11 dimensioni (quindi ben 6-7 in più delle quattro che si conoscono attualmente). Questo significherebbe, se fosse corretta, che c'è una parte della realtà a noi nascosta e inaccessibile.
Come escludere che gli eventi, qualunque essi siano, anche i più sciocchi, come potrebbe essere l'alternanza di pari/dispari di una squadra di calcio non siano regolati da delle "forze" allo stato sconosciute che agiscono secondo schemi ben precisi? E come si spiegano le così dette leggi di probabilità empiriche (es. Pareto, Zipf)?
3) Ogni affermazione teorica per essere valida dev'essere riscontrabile nella realtà e ripetibile nel tempo e nello spazio a parità di
condizioni (è il metodo scientifico).
Prendiamo proprio il caso in oggetto. Non ci risulta che una squadra abbia conseguito solo il pari (o il dispari) per ad esempio 10 stagioni calcistiche di seguito (a quanto ci risulta nemmeno per una sola). Se fosse vera l'affermazione che tutto può succede, compreso anche che una squadra non consegua mai un dispari o un pari, se ne dovrebbero trovare un discreto numero di esse e invece non se ne trova nemmeno una. Inoltre perderebbe di significato anche il concetto di probabilità, sia essa empirica che matematica, che invece è alla base di una importante branca della matematica (calcolo delle probabilità).
L'affermazione di cui sopra può essere valida nel brevissimo periodo, ma non lo è nel breve e ancor meno nel medio-lungo periodo.
L'esempio fatto qualche riga sopra proprio in relazione alle squadre di calcio lo dimostra.
E nutriamo dei forti dubbi che l'indipendenza degli eventi si riscontri anche nel brevissimo periodo.

Ritornando alle scommesse sul pari e dispari, come detto non ci limiteremo semplicemente a dire che bisogna puntare sulle squadre in ritardo. Il ritardo a cui fare riferimento dev'essere quello "significativo". Il concetto di ritardo significativo deriva dagli studiosi della roulette (alla quale, ricordiamo, hanno dedicatoi propri sforzi anche illustri matematici). Il concetto è stato elaborato negli anni '30 da un ingegnere italiano studioso della roulette. Volendo semplificare al massimo il significato elaborato dal suo autore, possiamo definire il ritardo significativo, nel nostro caso, come la media dei ritardi registrati dal pari o dal dispari.
Più il campione preso in esame sarà ampio, più il ritardo significativo sarà ancor più... significativo.
Quindi sarà opportuno ricavare questo valore medio da più campionati e/o più stagioni. Raggiunta la soglia di significatività, quindi è il momento di iniziare "l'attacco" al pari o al dispari in ritardo significativo.
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